Dopo avere delineato i principali modelli processuali caratterizzanti la tradizione occidentale, il corso si concentra sulle tecniche di prevenzione e di accertamento degli illeciti penali connessi all’esercizio di attività di impresa. Nell’analisi degli assetti normativi e delle soluzioni individuate dal legislatore nazionale, particolare attenzione viene rivolta alla dimensione comparatistica, alla normativa europea e alle influenze del diritto internazionale.
Il corso si articola idealmente in due parti. L’organizzazione sotto descritta è suscettibile di variazioni motivate dalla composizione del gruppo di studenti frequentanti e dalle loro conoscenze di base.
1. PROFILI SOVRANAZIONALI E COMPARATISTICI DEL CONTRASTO ALLA CRIMINALITÀ ECONOMICA (24 ore).
L’accertamento del reato: modelli (inquisitorio, accusatorio, misto) e strutture (monofasiche e bifasiche); strutture esemplari: l’accertamento penale in Italia, in Francia e negli Stati Uniti; la ricaduta dei risultati investigativi sulla decisione nel processo; il coinvolgimento dell’ente: sistemi che equiparano la responsabilità dell’ente e quella della persona fisica (il caso francese), sistemi che rifiutano una responsabilità penale dell’ente (il caso tedesco), soluzioni intermedie (il caso italiano) – 6 ore.
L’Unione europea come soggetto titolare di interessi finanziari; la direttiva PIF; la c.d. “procura europea”: il regolamento EPPO e le normative nazionali di implementazione; l’azione penale europea e i problemi di compatibilità con i modelli dell’obbligatorietà e dell’opportunità dell’azione – 6 ore.
La prevenzione del rischio “penale” nell’ente: generalità; la soluzione della direttiva PIF e il suo recepimento nell’ordinamento italiano: modelli organizzativi e organismi di vigilanza; cenni al progetto di riforma del sistema “231”; i positivi riflessi di una corretta organizzazione dell’ente (o di un suo miglioramento); prospettive comparatistiche: NPA e DPA nelle esperienze americane e anglosassoni – 6 ore.
La criminalità organizzata di tipo economico: generalità e dimensione transnazionale del sistema; gli strumenti del diritto europeo e sovranazionale a contrasto della criminalità organizzata di tipo economico (in particolare, in materia di sequestri); il sistema di prevenzione interno; focus sull’interdittiva prefettizia – 6 ore.
2. LA STRUTTURA DELL’ACCERTAMENTO DELL’ILLECITO DENTRO E FUORI I CONFINI NAZIONALI (24 ore).
L’accertamento dell’illecito (contro la persona fisica e contro l’ente). I principi generali (diritto di difesa e giusto processo, in primis) tra diritto interno (Costituzione e codice di procedura penale), diritto unionista e Convenzione europea dei diritti dell’uomo; l’influenza del diritto internazionale: cenni di cooperazione penale sovranazionale – 4 ore.
Le indagini preliminari: funzione esplorativa, soggetti coinvolti, attività di indagine, ordine europeo di indagine, rogatorie, indagini difensive (in Italia e all’estero) – 4 ore.
Il procedimento cautelare; esecuzione di misure cautelari all’estero (il MAE e le misure non detentive); cautele reali – 4 ore.
L’azione penale (contro la persona fisica e contro l’ente) e i controlli sull’azione – 2 ore.
La giustizia negoziata – 2 ore.
L’accertamento dibattimentale: il simultaneus processus; il principio di separazione delle fasi e la tabula rasa, tra tradizione inquisitoria e accusatoria; rapporti tra la decisione contro la persona fisica e la sentenza nei riguardi dell’ente – 4 ore.
Impugnazioni; esecuzione; l’esecuzione della sentenza dell’ente con sede all’estero; riconoscimento della sentenza all’estero e di quella straniera da eseguire in Italia; l’adeguamento dell’ente alle buone regole organizzative in fase esecutiva – 4 ore.
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